Imprimatur: Il singolare di Kaki di Stefano Denti | Segnalazione

Siccome non è consentito andare in giro a menare schiaffoni punitivi a destra e a sinistra alla Bud Spencer, studiamo il nemico in questo divertente “bestiario” per affinare, con un sorriso, nuove tecniche ninja che ci permettano di riconoscere ed evitare il virus del bifolco. 

Stefano Denti, per alcuni Lester, nasce nel 1973 a Reggio Emilia.  Come è ben noto tra i suoi lettori, perde la pazienza a dodici anni e inizia un percorso di maleducazione e turpiloquio grazie al quale matura un’importante esperienza nello studio dei bifolchi. Redentosi in tempi recenti, studia ora il malcomportamento umano in tutte le sue varie forme nel vano tentativo di comprendere un fenomeno di tale dilagante portata e soprattutto per cercare di curare lo sdoppiamento di incoerente personalità in cui è rimasto invischiato: un bifolco che odia i bifolchi. Nel tempo libero smanetta con auto e moto d’epoca e segue con passione tutto ciò che è geek: dal retrogaming fino a Star Wars.




I maleducati hanno trovato nel terzo millennio terreno fertile per crescere e fare proseliti. Arrogandosi il diritto di “sbifolcare” come se non ci fosse un domani con la scusa che l’esempio viene dall’alto, ovvero da politici e star di dubbio gusto, il maleducato oggi imperversa nei mass media e sui social infettando con il virus del bifolco migliaia di contatti. Anche   l’ultimo   (seppur   effimero   ma   una   volta   ancora   funzionale)   baluardo   che metteva un limite al dilagare della maleducazione, l’ancestrale timore di “fare brutta figura”, è crollato ormai da tempo, complici impunite figure di merda di politici e pseudo vip. Che fare dunque? Usando  divertenti formule matematiche  e simpatiche  analisi sociologiche,  questo libro analizza il fenomeno e deride tutto ciò che oggi rappresenta maleducazione e tamarraggine, nel vano tentativo di sconfiggerle.